Cantine Dipinte 2026: terza edizione

La sessione estiva di Cantine Dipinte 2026, progetto ideato da Arteteca Molise APS, in collaborazione con INWARD e con il patrocinio e il supporto finanziario del Comune di Guardiaregia, alla sua terza edizione, ha visto la partecipazione di ben 16 artisti in una sola giornata.

Domenica 5 luglio hanno dipinto: Sasy (Salvatore Troiano), Ivan Biro, Marco Teatro, Iabo, Cref, Dubbio, El Nigro, Alessandra Carloni, Teso, CL1785, TomBe, Martina di A m’l rum da me, Raro, Gabriele Cigna, JSD, Zeus40.

I temi dei portoni anche questa volta sono stati estratti dall’identità locale e molisana in generale, configurando nel borgo antico un arricchimento di forme, colori, figure e racconti, che hanno soddisfatto e reso partecipi numerosi cittadini.

Sasy ha illustrato una scena particolare dell’agiografia di San Nicola, santo patrono; Biro ha omaggiato una gru con il sasso nella zampa quale simbolo di vigilanza dello stemma comunale; Marco Teatro ha creato l’illusione di un’apertura verso l’esterno, ornandola dei simboli di Mercurio; Iabo ha trasformato il portone nel supporto di un modo di dire locale: U mèglië péscë è sèmbë u puorchë; Cref invece ha scritto con font moderno il detto: Quanne u vine va a funne, le parole viénne a galla; Dubbio ha dipinto un pastore con ariete in stile arcaico; El Nigro ha rappresentato un quartetto delle cosiddette janare, le streghe del Sannio; Alessandra Carloni ha preferito colori pastello per portarci nel bosco con una figura femminile accompagnata da un cervo; Teso ha onorato i maestri artigiani della terracotta, con due mani a rifinire un’anfora; CL1785 ha impreziosito il vecchio portone con una soave Madonna della Neve con Bambino, essendo visibile l’omonima chiesa rurale di là dal vicino dirupo; TomBe ha rappresentato un guerriero sannita, armato e pronto alla battaglia; Martina ha scelto l’amore per la natura, illustrando due figure che annaffiano una grande pianta; Raro, adoperando la sua tipica texture foliare, ha saturato prima due piccole aperture, poi anche il portone, lasciando aperto un varco verso il cielo; Gabriele Cigna ha scelto l’antico lavatoio come luogo di socialità anzitutto femminile per il suo portone; JSD, nelle sue ricerche, ha scoperto che nel 1953 in paese fu girato un film con la grande Maria Frau; Zeus40, infine, ha suggellato con la ben augurante parola “rinascita” la figurazione di una mano che brandisce una chiave, positivo auspicio di apertura.